feb10th

Nuove professioni: imprenditrici del proprio corpo

Una donna su due non lavora, in Italia, è costretta a dipendere da qualcuno, se lavora il suo salario è da fame, non basta mai per essere autonoma, vivere per conto suo, mantenere i propri figli, provvedere spesso ai genitori.

Eppure per questa dipendenza, per l’ordinaria degradazione femminile, su questo arcano di non potersi mai reggere sulle proprie gambe, si regge l’arche’ patriarcale delle donne proletarie, che per vivere sono costrette a lavorare e non trovano lavoro.

Onde rimediare, in Italia, si sono riaperte le porte delle pari opportunità, per le lavoratrici ’esubere’, di troppo, quarantenni con rughe e figli, ritorno a casa , in famiglia, che la famiglia va retta anche facendosi accoppare, per le lavoratrici giovani, invece, precariato stabile, più mobilità anche temporanea, in attesa di meglio, nel settore ’servizi sessuali,’ che qui, il mercato tira. Leggi il resto … »

feb10th

Sempre nell’occhio del ciclone

Che nelle crisi il genio femminile sappia arrangiarsi con espedienti costruttivi è noto da sempre: non a caso “il ruolo” tradizionale delle donne comprende la madre, la crocerossina, l’assistente, fino al sogno maschile del riposo di quel guerriero che, quando perde la guerra (qualunque guerra), scarica i suoi fallimenti in casa. Invece, che il genio femminile elabori a livello scientifico proposte economiche alternative per prevenire i guasti senza vie di uscita di un modello ormai più finanziario che realmente economico, non è così riconosciuto e tanto meno richiesto. Nel 2009 il Nobel per l’economia è stato assegnato per la prima volta ad una donna, ma la pervicacia di un sapere scientifico definito “neutro” impone direttamente o indirettamente l’obbligo di conformarsi ai modelli tradizionali, garantiti come per sempre oggettivi. E nessun economista mette nel conto delle possibilità riformatrici la proposta femminista di integrare il Pil con la riproduzione e la cura. Leggi il resto … »

feb10th

Tullia Zevi, voce dell’ebraismo italiano

Il 22 gennaio scorso Tullia Zevi, una delle voci più significative dell’impegno civile italiano del dopoguerra, si è spenta a Roma, a pochi giorni dal suo novantaduesimo compleanno. Nata da una famiglia della borghesia ebraica milanese-ferrarese, Tullia aveva appena vent’anni quando fu costretta ad abbandonare il Paese in conseguenza della promulgazione di quelle leggi razziali che restano ancor oggi la pagina più oscura della nostra storia. Stabilitasi con la famiglia negli Stati Uniti, dopo aver trascorso un periodo anche in Francia, ebbe modo di consolidare le sue idee liberali attraverso la frequentazione dei circoli antifascisti e, come lei stessa ha ricordato in occasioni pubbliche, della famiglia Rosselli, giunta a New York nel 1940. Qui conobbe anche il futuro marito, l’architetto romano Bruno Zevi, col quale decise di tornare, dopo la Guerra, nella casa del Ghetto di Roma nella quale abiterà fino alla fine dei suoi giorni. Leggi il resto … »

feb3rd

Nobuko Kan, la stravagante first lady giapponese

Le abbiamo sempre viste perfettamente abbigliate, genuinamente consone al loro ruolo da first ladies in quanto a eleganza, riservatezza, intelligenza. Il compito di essere la donna “dietro un grande uomo” è diventato un vero e proprio stile di vita. Non poteva però mancare l’eccezione che confermasse la regola: Nobuko Kan, moglie del Primo ministro giapponese Naoto, non si allinea di certo a questa tradizionale descrizione.

Nonostante le difficoltà del marito, che cerca di destreggiarsi fra il calo di popolarità e di consensi (ridotta a un misero 30%), una complicata situazione economica e una ben più traballante politica interna, Nobuko non si lascia intimorire ed è la prima a scagliarsi contro l’uomo politico. Il suo uomo politico. Leggi il resto … »

feb3rd

Parcheggi rosa: a New York gratuiti anche quelli normali per le donne incinte

L’idea dei parcheggi rosa per donne in dolce attesa o neomamme non è nuova: anche qui, in diverse zone d’Italia, si tenta o si è tentato di farli funzionare (anche se, nella maggior parte dei casi non essendo obbligatorio lasciare liberi i posti rosa, la scortesia delle persone non aiuta), ma a New York sono andati ancora oltre.

Un nuovo regolamento permetterebbe infatti alle donne incinte (con problemi di gravidanza), di parcheggiare nella Grande Mela ovunque e gratuitamente; le future mamme però per poter usufruire del privilegio devono portare sempre in borsetta (e forse esibire sul cruscotto) un certificato medico, per evitare multe.

Non si sono sprecate le polemiche: molti sono convinti che i truffatori (anzi, le truffatrici) non tarderanno ad accaparrarsi posti-macchina per le strade, altri pensano che la situazione parcheggi sia già abbastanza difficile così, senza regalare ulteriori vantaggi a determinate categorie. Leggi il resto … »

feb3rd

Lei come Lui

Indossare i pantaloni e sentirsi in minigonna. Mettere il tailleur e scoprirsi in giarrettiera. Le donne che si vestono da uomini, oggi, non vogliono diventare maschi. Ma più femmine. È il paradosso della moda, l´ultima evoluzione di una tendenza che ha preso il via all´inizio del secolo scorso. A differenza del passato, però, lo stile androgino attuale non ha nulla a che fare col femminismo o le quote rosa. In un certo senso, ha perso i connotati per guadagnare in connotazione. Sono lontani i tempi in cui Coco Chanel rubava il jersey dai grembiuli delle cameriere per metterli alle clienti emancipate dal corsetto. O gli anni di lotta femminista in cui Yves Saint Laurent vestiva le sue muse con lo smoking del potere maschile. E sono passati anche i decenni che hanno visto Giorgio Armani traghettare le business woman nei consigli di amministrazione col tailleur al posto del tubino. Persino lo stile giapponese, quello che sbriciolò i confini tra i sessi all´inizio degli anni Novanta dando il via al minimalismo, è argomento di ieri. Le ragazze che oggi indossano i pantaloni del fidanzato (in gergo fashion si chiamano “boyfriend pants”) o le signore che mettono il tuxedo del consorte dichiarano una differenza di carattere, non di sesso. E fanno una scelta di stile più che di genere. Leggi il resto … »

feb3rd

Sicurezza e stalking, due convenzioni con la polizia

Il Capo Dipartimento per le Pari Opportunità, l’avvocato Massimo Condemi, e il Direttore dell’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di Polizia, Prefetto Bruno Frattasi, hanno firmato il 12 gennaio due convenzioni, in applicazione del Protocollo d’Intesa tra il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, e il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Sottoscritto il 3 luglio 2009, il Procollo è finalizzato al contrasto e alla prevenzione della violenza di genere e dello stalking, alla protezione e all’assistenza delle vittime. La prima convenzione consentirà un raccordo più efficace tra le Forze dell’Ordine ed il servizio di accoglienza telefonica 1522 per le vittime di violenza allo scopo di ottimizzare il servizio svolto dal numero di pubblica utilità e prevede la possibilità di un contatto diretto, sia telefonico che telematico, tra il call center e le forze di polizia per gli episodi che presentino caratteristiche di emergenza. Leggi il resto … »

feb3rd

“Papa’ e’ in carcere, mamma non so”

ROMA – L’abisso di una domenica normale è stato toccato alle 13.05 in punto davanti al supermercato Dico di via Caterina Troiani, più Torrino che Mostacciano, più a Sud che Ovest di Roma, profumo di timballo e rumori di Raccordo, freddo e pioggia sottile. Tra i carrelli lasciati alla rinfusa – come in un romanzo di Mc Ewan, ma esattamente alla rovescia – qualcuno aveva deciso di lasciare anche la piccola Lara, tre anni neppure compiuti, morettina, ben curata, con certe vezzose scarpette rosa che non potevano non attirare l’attenzione. E infatti l’hanno attirata. Una signora del quartiere, con le mani ancora impegnate dalle buste, l’ha vista e l’ha presa. E l’ha portata alla Polizia. E lì sono iniziate le cinque ore più lunghe dell’ancora brevissima esistenza di Lara. La bambina è finita fortunatamente tra le braccia di una donna, Maria Sironi, dirigente del commissariato di Spinaceto. E davanti alla dirigente del commissariato di Spinaceto ha poi cominciato ad aprire bocca. Leggi il resto … »

feb3rd

Solidarieta’ a Pinar Selek

Roma – La sociologa Pınar Selek, femminista, antimilitarista e attivista per la pace, una delle figure più rappresentative della Turchia, nonostante sia stata già assolta ben due volte, sta per essere nuovamente portata a giudizio, per la terza volta, con lo stesso capo d’imputazione e rischia 36 anni di carcere.

Selek, che ha dedicato la sua vita alla lotta per i diritti dei gruppi emarginati ed oppressi, si trova adesso ad affrontare una richiesta di condanna di carcere a vita in Turchia, avanzata dal  9° Dipartimento Penale della Corte d’Appello.

Nonostante l’assoluzione decisa dal tribunale, per 11 anni ha dovuto subire l’appellativo di “terrorista”, ma Pınar Selek non ha mai smesso di lavorare e condividere le sue opere con il pubblico. Leggi il resto … »

feb3rd

Per il TAR si puo’ essere madre e soldato

Ora occorre adeguare anche i codici militari ai principi di parità e non discriminazione, e proseguire la battaglia contro il maschilismo che resiste negli ambienti fino a ieri preclusi alle donne.

La sezione I bis del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto l’istanza cautelare proposta da Valentina Fabri, la giovane precaria caporale dell’esercito italiano, che era stata esclusa dal concorso di stabilizzazione perché in stato di gravidanza. Con l’ordinanza n. 231/2011, il Tar, presidente Ignazio Silvestri e relatore Domenico Landi, ha riammesso con riserva al concorso la soldatessa affermando che “lo stato di gravidanza non costituisce una patologia e quindi non appare di per sé idoneo a supportare un provvedimento di esclusione”. Leggi il resto … »

feb3rd

Nadia Shamroukh

Chi era Nadia Shamroukh l’ho saputo il giorno prima di incontrarla. Quasi per caso avevo sentito un’amica che era partita per la Giordania con la nota ong italiana, Un ponte per, l’aveva conosciuta in quella occasione e me ne aveva parlato entusiasta, descrivendola come una persona meravigliosa, generosa, accogliente. L’affetto che avevo sentito in quelle parole rivolte alla donna che stavo per incontrare sono state confermate dai fatti. Ho incontrato Nadia durante una tavola rotonda organizzata da Un ponte per, nella quale si discuteva di alcuni progetti che l’ong porta avanti. Uno di questi, che si occupa di protezione delle donne vittime di abusi, assistenza sanitaria, legale e campagne di informazione, è realizzato in partenariato con la Jordanian Woman Union, di cui Nadia è Presidente. Si è parlato molto della presenza di rifugiati iracheni in Giordania e delle loro condizioni di vita spesso terribili. Le ho chiesto di parlarmi della sua opinione sul conflitto iracheno e sulle responsabilità più gravi che lei, donna araba impegnata in prima linea per i diritti umani, individuava. Leggi il resto … »

feb3rd

Parole di Donne

Sommario

1 -L’unica via d’uscita è ricominciare a studiare gli uomini. Dal punto di vista delle donne.
Radiografia di una cultura fallocentrica di Loredana Biffo

2 – Foto di regime di Ida Dominijanni

3 – L’autocritica delle donne “non facciamo squadra e basta imitare i maschi” di Cinzia Sasso

4 – Ancora a proposito del calendario di Oliviero Toscani. Donne a pezzi: le italiane secondo alcuni italiani? di Redazione Il Paese delle Donne

5 – Recensione: Amanti e regine. Il potere delle donne di Benedetta Craveri Leggi il resto … »

feb3rd

Nicoletta Sipos: autostima vuol dire non sentirsi imperfette

“Mamme sessantenni? Tutto sommato sì, sono contraria. Bisogna avere il coraggio di dire basta. Non so se si tratti di egoismo, ma di una forma di narcisismo, sì. Soprattutto quando il figlio diventa un trofeo da esibire: è già sbagliato. Perché lo devi accudire, allevare all’autonomia e non deve servire a puntellare la tua vecchiaia e i tuoi sensi di colpa”. Parola di ‘super-mamma’ Nicoletta Sipos, giornalista, scrittrice, madre di quattro figli: “Mi è mancato il quinto”, sospira. Il suo ultimo, importante lavoro si intitola “Perché io no?“, edito da Sperling & Kupfer, sarà presentato eccezionalmente il 29 gennaio all’auditorium Attilio Monti de La Nazione – dalle 14,30 alle 19 – primo appuntamento dei corsi di autostima per coloro che desiderano prendersi cura di sé, dedicando un po’ di tempo a pensare e riflettere sulla qualità delle proprie relazioni interpersonali e della propria vita. (Info: www.lanazione.it; 348 8801100; corsi@lanazione.net). Con Nicoletta Siposci saranno tra gli altri Federica Isola personal coach, l’attore Luca Calvani, la responsabile formazione Clarins Italia, Cinzia Volponi. Leggi il resto … »

feb3rd

Skateboard al femminile

Non è esattamente il primo sport che ci viene in mente da associare alle donne ma ce ne sono parecchie, soprattutto in giovane età, che si cimentano con lo skateboard e per le anime street che però non vogliono rinunciare alla femminilità neanche sulla tavola qualcuno s’è inventato lo skate in chiave rosa.

Si chiama Secret ed è stato presentato al London Design Festival. È imbottito come una poltrona e gli skaters storceranno il naso ed etichetteranno l’idea come una distorsione della vera anima dello sport che amano di più. Certo non sembra prestarsi alle acrobazie né ad un uso urbano. Più che altro somiglia ad un poggiapiedi da scrivania dotato di ruote.

Fonte: www.pinkblog.it

feb3rd

Rapita in culla nell’87, riesce a scovare i veri genitori 23 anni dopo

Washington – Ci ha messo 23 anni, ma alla fine è riuscita a trovare la sua vera famiglia: non quella con cui viveva ma che le assomigliava tanto poco. Tutti troppo diversi da lei, così ha indagato da sola sulle bambine scomparse, ne ha individuata una che poteva essere compatibile con la sua età e, dopo un test del Dna, ha avuto la certezza di essere proprio lei la bimba rapita nel 1987 da un ospedale di Harlem. Si tratta di Carlina White e aveva solo 19 mesi quando fu “rubata” da una finta infermiera. A carlina fu dato il nome di Nejdra Nance e crebbe in Connecticut. Ma Carlina iniziò ad accumulare sospetti sulla famiglia con cui viveva, fino ad avviare un’indagine personale che l’ha portata a contattare la polizia di New York. Quindi il test per il Dna e la certezza: è proprio lei quella bimba scomparsa 23 anni fa. Ora un’indagine deve accertare se la donna che ha cresciuto Carlina è la rapitrice del 1987.

Fonte: La Nazione       01/21/2011

feb3rd

La corsa di Sarah contro la sclerosi multipla

MILANO – La notizia della malattia, la paura che paralizza, i primi malesseri. Poi la coraggiosa decisione di allenarsi per la maratona di Londra 2010. Così Sarah Mead, 41 anni, ha deciso di sfidare la sclerosi multipla correndo una gara sulla distanza, proprio com’è affrontare questa malattia cronica imprevedibile, che costringe a superare nuove sfide ogni giorno. Sarah ha voluto raccontare la sua storia scrivendo una sceneggiatura per il concorso internazionale “Real MS: Your Story”, promosso da Merck Serono. E ha vinto. La giuria, composta da esperti di cinema e sclerosi multipla a livello mondiale, ha scelto tra oltre 120 pervenute la sua sceneggiatura: «È una maratona non uno sprint», che ha ispirato poi il cortometraggio diretto dalla regista Robin Sheppard. Il bando infatti prevedeva che lo script vincitore sarebbe diventato un filmato. Presentato in anteprima nei giorni scorsi a Bruxelles, sarà proiettato nelle sale cinematografiche delle principali città europee. Leggi il resto … »

feb3rd

AIFA istituisce gruppo lavoro su farmaci e genere

Roma- E’ soddisfatta la presidente di Donneinrete, Rosaria Iardino, della decisione dell’Aifa – Agenzia italiana del farmaco – di istituire il Gruppo di lavoro su farmaci e genere in considerazione dell’esigenza di approfondire le problematiche inerenti gli aspetti regolatori e farmacologici della medicina di genere. L’Aifa è il primo organo regolatorio sui farmaci in Europa a istituire un tavolo di lavoro per promuovere la sperimentazione clinica di genere, sia maschile e femminile, perché “Le differenze biologiche legate al genere – sottolinea in una nota direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Guido Rasi – non sono, infatti, state ancora indagate a fondo e troppo spesso sono scarsamente tenute in considerazione nei trattamenti sanitari in generale e in quelli farmacologici in particolare, pur essendo emerse differenze tanto nell’epidemiologia quanto nei meccanismi e nell’espressione delle principali patologie”. Leggi il resto … »

gen23rd

E’ di Latina la campionessa europea di economia

Latina – Nella citta’ austriaca si sono sfidati su temi relativi all’economia aziendale, al diritto societario e alla contabilita’ 108 studenti provenienti da undici nazioni. Maria Luisa Nuzzo, studentessa pontina che sta per laurearsi all’Universita’ La Sapienza di Roma, e’ stata premiata dal Ministro austriaco per la pubblica istruzione e la ricerca Beatrix Karl e dal rappresentante della direzione generale della Commissione europea industria e imprenditoria Simone Baldassarri. “Il progetto della Ebcl (la cosiddetta patente economica europea) – ha detto Baldassarri a conclusione della cerimonia di premiazione che si e svolta questa mattina presso il centro Urania di Vienna – rappresenta uno strumento fondamentale nell’ottica della diffusione della cultura imprenditoriale tra i giovani. Leggi il resto … »

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